C’è stata una sparatoria a Bondi Beach, a Sydney, la spiaggia più famosa d’Australia. I morti sono 15, i feriti – tra cui anche due agenti di polizia – trentotto. Tra le vittime anche due cittadini israeliani, compreso un sopravvissuto all’Olocausto, una bambina australiana di 12 anni e il rabbino di Sydney Eli Schlanger. Il ministro degli Esteri Tajani ha reso noto che non sono coinvolti italiani.
La polizia ha riferito di avere “neutralizzato” due persone, i due attentatori, uno dei quali è stato ucciso, mentre l’altro versa in condizioni critiche. Nel pomeriggio, secondo quanto riferisce il Corriere che riprende il Sydney Morning Herald, la polizia ha rivelato l’identità di uno degli artefici della strage, quello rimasto in vita: si chiama Naveed Akram, ha 24 anni e avrebbe origini pakistane.
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In un video diffuso sui social – continua il Corriere – si vedono due uomini, vestiti di nero, che sparano verso la spiaggia. Nel video si sentono almeno 12 colpi. Secondo quanto riportano altri media nella popolare spiaggia era in corso una celebrazione della festività ebraica di Hanukkah. Secondo le prime informazioni ci sarebbero morti e feriti e ad essere colpiti sarebbe proprio alcuni partecipanti alla festa.
Un video su X mostra alcune immagini dell’attacco.
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Bondi beach pic.twitter.com/pQBo5EbCiw
— Australian Jewish Association (@AustralianJA) December 14, 2025
Un 42enne (musulmano, foto in alto) ha disarmato a mani nude uno degli attentatori e lo ha ridotto all’impotenza. Un uomo e una donna sono stati arrestati nella loro abitazione perché collegati all’attentato. Nell’auto dei killer sono stati trovati diversi sistemi esplosivi artigianali, messi in sicurezza dalle forze dell’ordine. Le autorità hanno chiarito che “l’attentato era diretto contro la comunità ebraica”.
(14 dicembre 2025)
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