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Violenza sessuale aggravata su minore: 62enne arrestato

Avrebbe avvicinato un minorenne in maniera subdola per poi accattivarsi le sue simpatie, fino ad arrivare a compiere atti sessuali; fatti che si sono verificati in un arco temporale che va dal settembre 2025 agli inizi del mese di maggio scorso. Grazie a una segnalazione i Carabinieri della stazione di Brescello hanno svolto indagini serrate, identificando e raccogliendo a carico dell’uomo presunti elementi di responsabilità. La Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, condividendo le risultanze investigative dei Carabinieri di Brescello richiedeva e otteneva dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del presunto responsabile dei reati. Per questi motivi, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima, i Carabinieri nel pomeriggio del 17 luglio hanno tratto in arresto l’indagato, un sessantaduenne, e lo hanno poi ristretto presso il carcere di Reggio Emilia. L’attività investigativa ha permesso di far luce su una presunta grave e reiterata condotta manipolatoria messa in atto dall’indagato nei confronti di un minore in età adolescenziale.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe inizialmente avvicinato il minore in un bar offrendogli la colazione e iniziando a instaurare un rapporto confidenziale. Nel corso dei mesi successivi, l’indagato avrebbe presuntivamente consolidato la fiducia del ragazzo attraverso l’elargizione di piccoli regali, acquisti di capi di abbigliamento e la consegna di esigue somme di denaro. Sfruttando la vulnerabilità e lo stato di soggezione del minore, l’uomo lo avrebbe poi invitato ripetutamente presso la propria abitazione con varie scuse, luoghi in cui si sarebbero consumati i presunti abusi. Fondamentale per l’interruzione delle violenze è stato il ruolo della rete di supporto psicologico. Il ragazzo, infatti, non riuscendo più a sostenere il peso e la profonda sofferenza di quanto stava subendo, ha trovato il coraggio di confidarsi con il supporto psicologico che ha prontamente allertato la madre del minore. A questo punto la donna si è recata tempestivamente presso la stazione dei Carabinieri per formalizzare la denuncia. Le indagini hanno inoltre evidenziato in visa presuntiva come, a seguito del tentativo della giovane vittima di sottrarsi a quegli incontri, l’indagato abbia assunto un atteggiamento persecutorio e ossessivo. L’uomo avrebbe continuato a cercare il minore tramite messaggi assillanti, presentandosi persino sotto l’abitazione della famiglia in evidente stato di alterazione, nel tentativo di riprendere i contatti e indurlo al silenzio.

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Di fronte al concreto pericolo di reiterazione del reato e all’evidente tentativo di inquinamento probatorio tramite continue pressioni psicologiche, il Giudice per le Indagini Preliminari accogliendo la richiesta della Procura reggiana ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, unica misura idonea e adeguata a contenere la pericolosità dell’indagato e a tutelare l’incolumità della giovane vittima. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

Informa una nota stampa dei Carabinieri, pubblicata integralmente.

 

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(18 luglio 2026)

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