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Usif: “Atto dovuto incrina il giuramento. Lo Stato protegga i suoi servitori”

“Chi indossa una divisa ha giurato fedeltà alla Repubblica, ma oggi troppi servitori dello Stato temono che un atto dovuto si trasformi in un calvario giudiziario e mediatico. È inaccettabile che chi tutela la collettività debba temere più le conseguenze di un intervento che l’intervento stesso. Da Francavilla Fontana a Crotone, da Cutro alla Lombardia, i colleghi sono stati coinvolti in procedimenti per aver semplicemente adempiuto al proprio dovere. USIF ribadisce quattro punti da tempo rivendicati come essenziali per la tutela di chi serve lo Stato: stop alle iscrizioni automatiche, per superare la logica dell’atto dovuto; copertura totale delle spese legali, tramite un fondo nazionale di tutela; tutela della carriera, fino a sentenza definitiva; responsabilità dell’Amministrazione, salvo dolo o colpa grave. Non chiediamo privilegi, ma giustizia e buon senso. Proteggere chi protegge significa difendere la democrazia e la sicurezza dei cittadini. Le lacrime, il sudore e, purtroppo, il sangue dei nostri colleghi continuano a bagnare le strade del Paese: lo Stato non può restare indifferente”.

Lo dichiara l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF).

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