Era al Teatro “De André” quella che non è stata la solita conferenza formale, ma qualcosa di simile a un incontro vero. Erano oltre 260 studenti delle medie “Spallanzani” ad incontrare Davide Morosinotto che lungi dal salire sul piedistallo dell’autore, ha raccontato cosa significa davvero vivere di scrittura. Non solo talento, non solo ispirazione: invece sveglia alle sei del mattino anche in vacanza, anni passati a consegnare volantini o a fare il facchino prima di riuscire a trasformare la propria passione in un mestiere. Magari la verità vera sta anche in mezzo tra una cosa e l’altra.
Morosinotto ha poi parlato, in uno dei momenti più sentiti, il ricordo del suo libro su Peppino Impastato, che lega il lavoro dell’autore al progetto “Semi di Legalità” attivo sul territorio. Quindi tra autografi e domande dirette, il più semplice dei messaggi: la scrittura è un allenamento quotidiano. Un po’ come la politica.
E ci si chiede perché si continua ad affidarla a chi non si è allenato mai e si rifiuta non solo di correre, ma anche di camminare spedito. Questa però è un’altra storia che con Morosinotto non c’entra niente.
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(6 febbraio 2026)
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