di Redazione, #cultura
Nel territorio del comune della rivoluzione culturale che non c’è, perché non siamo mica in Cina siamo solo fuorusciti dal PD e siamo superdifferenti, abbiamo assistito all’innovazione di una serata all’insegna dello gnocco fritto, di alcuni chioschi dai cieli bianchi e bianchi teli, molte luci, una piazza praticamente deserta, un assessore sorridente e alcuni cassonetti della spazzatura. Ci riferiamo ai non deambulanti, per chi abbia voglia di capire male.
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La fotografa che vedete in alto è stata scattata alle 20.34 del 2 settembre e la nostra spia ha contato 17 persone, alcune delle quali a braccetto come se si fosse alla fiera ed san lazèr, un assessore, gli addetti alla vendita e un uomo che depositava rumorosamente un sacco della spazzatura dentro uno dei cassonetti deputati.
Poco più in là 9 persone (tre adulti) sedute scomodamente su sedie di legno in un campetto da calcio, al buio, di fronte ad uno schermo presumibilmente destinato ad una proiezione. C’erano anche due cessi chimici. Continuiamo a riferirci ai non deambulanti, per chi continui ad avere voglia di capire male.
Eravamo nella frazione Veggia del Comune di Casalgrande, dove un nostro collaboratore si è recato, negli spazi antistanti (e dentro lo stesso) il Parco Il Gorgo – il cui nome va assai più in là di una triste metafora politica quasi eletta a destino – ed abbiamo assistito allo straordinario trionfo di una rivoluzione politico-culturale abortita il giorno dopo averla dichiarata.
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Per quanto riguarda il numero delle presenze sbagliamo evidentemente per difetto, essendo attese le folle oceaniche (come testimoniano le tre decine di sedie di legno posate in mezzo al prà) in tempo per la proiezione, presumibilmente poco dopo le 21.00. O lì attorno…
(2 settembre 2021)
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